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Come avviare un progetto online

Vittorio Faraco

Vittorio Faraco

progetto online

Negli ultimi anni, ho dedicato gran parte delle mie energie e del mio tempo nello studio e nella creazione di quel “progetto online” in cui applicare nozioni e strategie di digital marketing.

All’inizio nemmeno sapevo avesse questo nome.

Col tempo, però, ho capito che quell’arte di creare realtà digitali partendo da zero era proprio il marketing digitale.

Piano piano, ci stiamo avvicinando ad uno scenario in cui tutto si sta spostando online.

Questo significa per caso che tutto ciò che è fisico scomparirà?

Assolutamente no.

Il futuro ci riserverà parecchie sorprese, ma una delle certezze è che frequenteremo sempre più questo posto chiamato internet.

Non solo: tutto quello che faremo lì sarà sempre più connesso al mondo reale e concreto.

Alcuni ipotizzano un futuro phygital, e io sono uno di questi.

Ma se il mondo reale lo conosciamo—più o meno—bene, quello online è ancora da scoprire per molti.

Tra questi ultimi ci sono gran parte delle attività.

Stare in rete è diventata una necessità, quindi i prossimi anni vedranno una crescita assurda nella domanda di servizi collegati al digital.

Prepararsi vorrà dire essere pronti a cogliere tutte quelle opportunità che si presenteranno: sia che tu voglia applicarle nell’azienda in cui lavori, sia che tu voglia trovare lavoro tra tutta la domanda che ci sarà, sia che tu voglia creare un business tuo.

Questa guida contiene tutte le riflessioni che derivano dai miei anni nel settore.

Ti permetterà di evitare sbagli inutili, di accelerare il tuo percorso di crescita e di avere una direzione se parti da zero.

Prendila come un grande spunto, quindi studia e approfondisci gli ambiti e le competenze che ti servono e ti serviranno giorno dopo giorno.

Il digital è un settore in continuo cambiamento e non si smette mai di imparare.

1. Ricerca

Tutto parte da una ricerca.

Beh, non proprio tutto.

Magari ti trovi a leggere questa guida perché credi di avere l’idea del secolo e vuoi sapere come svilupparla.

Lascia che ti dica che nella maggior parte dei casi le idee del secolo non sono niente di che.

Non lo dico per scoraggiarti, ma per riportarti coi piedi per terra.

Se anche la tua idea dovesse essere valida, senza una buona fase di ricerca non lo saprai mai.

Qui supporremo che tu voglia partire da zero e trovare anche l’idea, ma se già ce l’hai il discorso non cambia.

Una buona ricerca ti aiuta a capire cos’è che hai da dare al mondo.

Sembra banale, ma tutti abbiamo qualcosa del genere.

Dobbiamo solo trovarla.

Se dovessi racchiudere tutta questa parte del processo in una sola parola, questa sarebbe “stimoli”.

La cosa più importante per fare una ricerca fatta bene è mettersi nelle condizioni di avere tanti stimoli giusti.

Come?

Facendoti delle domande.

Cosa mi piace fare? In cosa la gente mi dice di essere forte? In cosa penso di essere forte?

Una volta capito qualche tema da questa prima interrogazione, trova le intersezioni con le risposte ad altre domande.

Di cosa ha bisogno il mercato? Cosa vuole la gente a cui potrei rivolgermi?

Se non trovi risposte valide, dovresti spostarti su qualcos’altro.

Se le trovi, puoi iniziare a ricevere stimoli.

Capisci quali sono i luoghi in cui la gente del settore che hai scelto si ritrova online, cosa fa, che blog legge, che podcast ascolta, che personalità segue ecc..

Inizia a seguire tutte queste risorse.

Studiale.

Ti saranno di fondamentale importanza per capire effettivamente cosa funziona, i trend del settore, la comunicazione che va meglio, come vengono sviluppati i progetti, come lavorano le aziende e tanto altro.

Non fermarti in superficie.

Specialmente se parti da zero, tutto questo ti sembrerà abbastanza travolgente. Magari ti sembrerà troppo, ma non è così.

L’accessibilità del mondo digital non deve farti confondere: creare progetti online è difficile, non è per tutti e richiede costante impegno e dedizione.

Anche qui, non voglio scoraggiarti ma renderti consapevole del lavoro che avrai da fare.

Ne varrà sicuramente la pena, però.

Dove va a parare tutta questa prima fase?

All’individuazione di un settore, una nicchia, un prodotto, un’idea, un’iniziativa o qualsiasi cosa che credi di voler e poter portare avanti.

Capisco che di idee ne abbiamo tante.

Ricorda, però, che le idee da sole non valgono molto, ecco perché ti ho detto che anche se hai già un’idea, devi ricercare e immergerti nel mondo che la circonda, per capire se fa davvero per te e se tu fai davvero per lei.

progetto online: ricerca

2. Sviluppo del tuo progetto online

Dopo aver ricercato per bene, è ora di mettersi al lavoro.

Questa è sicuramente la parte che richiede più impegno tecnico e che plasmerà il tuo progetto online.

C’è una precisazione da fare, però.

Non esagerare.

Non sviluppare troppo, non perderti nei dettagli e nel perfezionismo.

In un primo momento, questa parte dovrà essere il più rapida possibile.

If you are not embarrassed by the first version of your product, you’ve launched too late.

– Reid Hoffman, co-founder di LinkedIn

La prima versione del tuo progetto online, infatti, farà schifo.

Beh no dai, schifo è un po’ troppo, ma devi staccarti dall’idea che il lancio dovrà avvenire soltanto quando tutto sarà perfetto.

Perché?

Perché hai bisogno di molto più del tuo giudizio e delle tue capacità per rendere tutto perfetto, e probabilmente non lo sarà comunque mai.

L’obiettivo, quindi, è di sviluppare il prima possibile l’idea che hai trovato, creare una versione minimal del tuo prodotto e lanciarla.

All’inizio probabilmente non se la filerà nessuno, ma non è un problema.

Nel prossimo step vedrai cosa fare una volta lanciato.

P.s.: in questa fase servono ovviamente competenze tecniche. Se non le hai, o vanno migliorate, te ne accorgerai. Prenditi del tempo anche per studiare ciò che è necessario e per implementarlo.

3. Fase di test

Avevo in mente una struttura diversa per questa scaletta.

Nella mia mente, originariamente il terzo punto era la validazione.

Poi ci ho riflettuto su. Per validare devi necessariamente testare, e nell’intero processo di validazione la parte di testing è sicuramente prevalente.

Quindi tanto vale parlare di test che hanno come fine la validazione dell’idea che hai trovato o che avevi già in mente, che hai arricchito con una buona ricerca e che hai sviluppato.

Questa è sicuramente una delle componenti più divertenti di questo sistema.

Testare richiede parecchie abilità.

La più importante di tutte, però, è la concretezza.

Odio usare le stesse espressioni decine di volte, ma “sporcarsi le mani” rimane quella più azzeccata per questo genere di cose.

Crea delle versioni base del tuo progetto, realizza dei mockup, delle risorse, dei prodotti beta.. Insomma qualsiasi cosa che puoi mostrare a qualcuno per ricevere feedback.

Inizia dalla gente che conosci, dai tuoi profili social.

Fai capire che ti stai appassionando a quella cosa e stai iniziando a portarla avanti.

Questo ti aiuterà sia a ricevere pareri—sia positivi che negativi, ma entrambi servono—che a trovare persone potenzialmente utili allo sviluppo del tuo progetto online.

“Nella mia cerchia ci sono solo amici e parenti.”

Vero, ma magari stai creando qualcosa inerente alla grafica e un tuo amico X ha un’azienda di famiglia che si occupa di grafica, è colpito da quello che stai facendo, e ti propone di lavorare con qualche loro cliente o di stampare gratis alcuni dei tuoi lavori.

Le sorprese piacevoli in cui ti imbatterai in questo percorso possono essere piccole, come questa, o anche molto grandi.

Non ci pensare troppo, perché arriveranno.

Il tuo obiettivo è condividere, mostrare, esporti.

Se hai più risorse, poi, puoi testare anche attraverso altri strumenti come advertising o influencer marketing.

Questi ti permetteranno sicuramente di avere feedback più realistici perché andrai a mettere il tuo progetto online di fronte agli occhi di persone esterne che lavorano già nel settore.

Se stai lanciando un blog sui motori, ad esempio, puoi studiare (o rivolgerti ad un professionista/agenzia che lo faccia per te) una strategia pubblicitaria volta a validare il tuo prodotto sugli utenti appassionati di motori.

Se c’è risposta, saprai che continuare su quella strada è una buona idea.

Invece, se non c’è, saprai che c’è qualcosa da aggiustare.

4. Monitoraggio e crescita

Una volta che avrai validato tutto attraverso numerosi test, sarai arrivato ad un momento delicato, che decreterà se il tuo progetto online sopravvivrà o morirà.

Se dai test hai avuto solo risultati negativi, probabilmente quel progetto non è una buona idea.

Se i risultati positivi ci sono stati, e sono stati anche abbastanza numerosi, vai avanti con questa fase.

È arrivato il momento di monitorare ed eseguire per crescere.

Se la prima versione del tuo prodotto dovrebbe imbarazzarti, è soltanto perché quelle successive dovranno essere migliori.

A questo punto hai il tuo progetto e devi farlo crescere.

Come? Esecuzione.

Sii costante e fai quello che avevi in mente quando hai iniziato.

Non perderti nella possibile monotonia della costanza. Questa è la chiave del successo per la maggior parte dei progetti.

Puoi eseguire bene solo se monitori tutti i dati necessari e i feedback degli utenti sul tuo lavoro.

Questo ti permetterà di aggiustare il tiro e dargli quello che vogliono.

Se è vero che un progetto online parte da una tua idea, è altrettanto vero che nel suo sviluppo sarà cruciale non fare solo di testa tua.

Non sei tu l’utente. Cerca di trovare un punto d’incontro tra quello che piace a te e quello che vogliono loro.

Sempre prendendo l’esempio del blog, monitorare vuol dire controllare le KPI (key performance indicators), ascoltare quello che pensano i tuoi lettori e darglielo nella chiave che senti tua e che è in linea con i dati esaminati.

progetto online: monitoraggio

5. Scaling del progetto online

Se avrai portato avanti un progetto validato sufficientemente a lungo, probabilmente ti ritroverai di fronte a un discreto numero di risultati.

Se vuoi, però, fare il salto di qualità, devi pensare a come poterli scalare.

Cosa vuol dire scalare?

Prendere ciò che funziona, studiarlo in maniera ingegneristica e moltiplicarlo.

Nel mondo dell’advertising si parla spesso di scaling.

È quello che fa la differenza tra dei risultati, appunto, discreti e dei risultati straordinari.

Molto spesso le tecniche di scaling sono ben diverse da quelle usate prima.

Come impararle?

Semplice, studiando.

Sicuramente non sarai il primo a sviluppare un progetto del genere.

Magari hai creato un canale YouTube, magari un blog, magari un’agenzia, magari un software.

In ogni caso, puoi trovare dei casi studio su cui basarti.

Prendiamo come esempio un canale YouTube.

Sei in una fase in cui hai accumulato un discreto numero di iscritti, i tuoi contenuti piacciono e senti che potresti fare molto meglio.

Come fare?

Basandoti sull’esperienza di chi è stato nella tua stessa posizione prima di te.

Troverai sicuramente materiale che spiega le strategie da usare per passare da 1k iscritti a 10k, o da 10k a 100k.

Questo vuol dire scalare, e se fatto bene potrebbe essere un lavoro estremamente più rapido del lavoro iniziale che ti ha fatto raggiungere i primi risultati.

Usa la testa, ragiona in maniera analitica, basati sui dati e sui feedback, agisci e perfeziona.

Seguendo questi step, riuscirai sicuramente a creare un progetto online che funzioni.

BONUS: qualche tool per vari tipi di progetto online

Nonostante questa sia una guida strategica applicabile a vari scenari, voglio lasciarti con qualcosa di pratico con cui divertirti da subito.

Alla fine stiamo parlando di progetti online.

Quindi è vero che i tool a disposizione sono moltissimi, ma è anche vero che posso consigliartene qualcuno che uso o vedo usare spesso.

Partiamo con i blog.

Per lanciare un blog, gli strumenti necessari sono:

– un servizio di hosting, da cui comprare hosting e dominio (ti consiglio Siteground)

– un CMS, se non vuoi scriverlo da zero (WordPress è il più usato)

– un tema (GeneratePress è un’ottima scelta)

– un page builder [opzionale] (Elementor è il mio preferito)

Passiamo ad un canale YouTube:

– una videocamera (fortemente consigliata quella dello smartphone per partire)

– un microfono esterno lavalier (il mio è Agptek, lo trovi su Amazon per pochi euro)

– una luce (va bene anche quella della scrivania, ma idealmente una softbox è meglio)

– un software di video-editing (Final Cut per Mac, Adobe Premiere per Windows)

– un tool per creare le thumbnail (Canva è gratis e online)

Per la comunicazione sui social in generale (può essere Instagram, Facebook, LinkedIn, Twitter..) ti consiglio:

– un tool per le grafiche (Canva vince anche qui)

– un drive per organizzare il materiale (Google Drive è il più ovvio e puoi usare anche i Google Docs, ma ce ne sono altri)

– un tool per modificare leggermente le foto (Lightroom Mobile è ottimo)

– uno strumento di organizzazione [opzionale] (Notion è il mio go-to, lo sai)

Questi sono i tipi di attività più comuni, e già con questi strumenti, ricercando per bene, puoi capire anche quali sono i tool necessari per altre tipologie.

Progetti come agenzie, software e altro richiedono sicuramente qualcosa di più tecnico. Non mi sembra molto utile parlarne qui perché puoi trovare guide molto approfondite e verticali online.

In ogni caso, fammi sapere se la guida ti è piaciuta e ti è stata utile.

Ricorda che la costanza è comunque l’elemento fondamentale senza cui tutto il resto crolla.

Grazie per aver letto e se hai dubbi o domande, ti invito a scrivermi via mail, su Instagram, su LinkedIn o dove preferisci.

A presto,

Vittorio

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